domenica 4 maggio 2008

Pensieri a Sant’Elena….5 Maggio 1821….


E tutti avevamo passato la giornata in preda a grande apprensione…da ore interminabili egli pativa dolori infernali che gli sconvolgevan il ventre come mai…la situazione si faceva via via più preoccupante ed orami in cuor nostro si attendeva che giungesse la notizia sconvolgente…ora lui che aveva sognato l’Europa si stava spegnendo….lui che aveva giudato migliaia di uomini per quell’Europa….lui che con la forza delle idee di libertà avea fatto tremare i biechi regnanti del vecchio continente terrorizando le nobiltà schiaviste e dittatrici….lui che aveva vissuto tra l’odore della cancrena e della polvere da sparo…lui che per primo aveva parlato di nazione europea…ecco si faceva ad ogni giro di clessidra sempre più debole…ad un tratto non più capaci di reggere la logorante attesa entrammo nella stanza….egli era disteso sul lettuccio da campo…montato come a Marengo…come ad Austerliz…come a Mosca…disteso lì…pallido e visibilmente sofferente…poi d’un istante raccolse le ultime forze e pronunzio a voce bassa “France, l'Armée, Joséphine” e da lì pochi secondi che parvero secoli…reclino la testa e si spense….sfiorammo le mani già gelide….mentre gli occhi si facean lucidi…l’Imparatore era tornato dai suoi soldati…e con lui i sogni di tanti caduti…mi voltai e scorsi sulla seggiola in un angolo la giubba da colonnello dei cacciatori della guardia…al petto brillavano illuminate dalla luce del tramonto che filtrava tra le persiane, le croci della Legione d’Onore e della Corona Ferrea…in terra gli alti stivali lucidati da poco…il berretto nero in feltro che pareva farsi piccolo come appassito…e quell’immagine non poteva non commuovere…e mentre la pendola battea le 17.49…egli aveva lasciato il mondo…

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