
Questa storia forse non è vera, ma comunque è assai divertente.
Pare che Wellington ad un certo punto della battaglia sia rimasto a corto di aiutanti di campo cui affidare gli ordini per le unità e si fosse ridotto ad utilizzare i civili che si trovavano a fare da spettatori.
Uno di questi era un cittadino svizzero: Wellington lo chiamò a sè e lui si avvicinò chiedendo al Duca: "Signore? Ordini per Todd & Morrison?" (Todd & Morrison era una ditta che fabbricava bottoni a Birmingham di cui l'uomo era rappresentante).
E il Duca, senza scomporsi "No, ma mi farebbe un favore? Andrebbe da quell'ufficiale dicendogli di rifiutare un fianco?"
Le cannonate fioccavano ormai ovunque, anche vicino a Wellington e al suo staff. I cavalli erano piuttosto impressionati e iniziavano a scalpitare, urtandosi l'un l'altro, tanto che persino Copenhagen, il cavallo del Duca, dava segni di nervosismo.
Avendo motivo di rimanere sul posto e per nulla impressionato dalle cannonate, Wellington si rivolse gelidamente ai suoi subordinati "Signori non stiamo un po' troppo attaccati? non potreste allontanarvi?"
Poco dopo un ufficiale di artiglieria arrivò da lui visibilmente eccitato: "Vostra Grazia - disse - proprio davanti alla bocca dei miei cannoni c'è Napoleone e il suo seguito: datemi l'ordine e proverò a colpirlo!" Ma il Duca senza esitare un momento rispose: "No! No! Neanche per sogno: i comandanti in capo hanno ben altro da fare che spararsi addosso".
Proprio verso la fine della battaglia una scheggia di mitraglia sfiorò il collo del cavallo di Wellington e colpì il ginocchio di Lord Uxbridge facendoglielo letteralmente a pezzi. Il Duca, che stava colloquiando col suo sfortunato comandante in seconda, lo sorresse, trattenendolo dal cadere dalla sella.
Le parole di Uxbridge a tanto evento pare siano state "Per dio! Signore: ho perso la mia gamba!" e il commento di Wellington "Per dio! Signore, pare proprio".
L'operazione di amputazione avvenne sul tavolo di cucina della casa di un certo M. Paris, che chiese ed ottenne il permesso di seppellire l'arto "...dans notre petit jardin".
M. Paris fece mettere anche una graziosa lapide.
Secondo quanti assistettero all'intervento, l'unico commento di Lord Uxbridge fu una garbata rimostranza sulla scarsa affilatura degli strumenti chirurgici, rimanendo per il resto assolutamente indifferente alla cosa.
Pare che Wellington ad un certo punto della battaglia sia rimasto a corto di aiutanti di campo cui affidare gli ordini per le unità e si fosse ridotto ad utilizzare i civili che si trovavano a fare da spettatori.
Uno di questi era un cittadino svizzero: Wellington lo chiamò a sè e lui si avvicinò chiedendo al Duca: "Signore? Ordini per Todd & Morrison?" (Todd & Morrison era una ditta che fabbricava bottoni a Birmingham di cui l'uomo era rappresentante).
E il Duca, senza scomporsi "No, ma mi farebbe un favore? Andrebbe da quell'ufficiale dicendogli di rifiutare un fianco?"
Le cannonate fioccavano ormai ovunque, anche vicino a Wellington e al suo staff. I cavalli erano piuttosto impressionati e iniziavano a scalpitare, urtandosi l'un l'altro, tanto che persino Copenhagen, il cavallo del Duca, dava segni di nervosismo.
Avendo motivo di rimanere sul posto e per nulla impressionato dalle cannonate, Wellington si rivolse gelidamente ai suoi subordinati "Signori non stiamo un po' troppo attaccati? non potreste allontanarvi?"
Poco dopo un ufficiale di artiglieria arrivò da lui visibilmente eccitato: "Vostra Grazia - disse - proprio davanti alla bocca dei miei cannoni c'è Napoleone e il suo seguito: datemi l'ordine e proverò a colpirlo!" Ma il Duca senza esitare un momento rispose: "No! No! Neanche per sogno: i comandanti in capo hanno ben altro da fare che spararsi addosso".
Proprio verso la fine della battaglia una scheggia di mitraglia sfiorò il collo del cavallo di Wellington e colpì il ginocchio di Lord Uxbridge facendoglielo letteralmente a pezzi. Il Duca, che stava colloquiando col suo sfortunato comandante in seconda, lo sorresse, trattenendolo dal cadere dalla sella.
Le parole di Uxbridge a tanto evento pare siano state "Per dio! Signore: ho perso la mia gamba!" e il commento di Wellington "Per dio! Signore, pare proprio".
L'operazione di amputazione avvenne sul tavolo di cucina della casa di un certo M. Paris, che chiese ed ottenne il permesso di seppellire l'arto "...dans notre petit jardin".
M. Paris fece mettere anche una graziosa lapide.
Secondo quanti assistettero all'intervento, l'unico commento di Lord Uxbridge fu una garbata rimostranza sulla scarsa affilatura degli strumenti chirurgici, rimanendo per il resto assolutamente indifferente alla cosa.


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