Piano piano con il passo d’un uomo vissuto e la schiena un poco reclinata…una mano sul bastone e l’altra sul corrimano della scalinata….un passo alla volta sotto il peso dell’età….un gradino alla volta con al petto appuntate sulla logora giacca di fustagno la Legione d’Onore e la Sant’Elena…alzando lo sguardo verso la cima della collina…fino ad arrivare…proprio lì sotto al grande leone…ed ecco di fronte al volto segnato dagli anni trascortsi…sotto quei bianchi e candidi capelli si facevano umidi gli occhi presto piangenti….il suo sguardo poteva cogliere i campi…le fattorie….tutto di fronte a lui…tutto ai suoi piedi….la strada per Chalreroi…e sulla destra un po’ coperta dalle piante…Hogoumont…e chiuse gli occhi lucidi…rivedeva il campo pieno di soldati morenti, riudiva i nitriti dei cavalli feriti e le ultime salve di moschetto sulla sera….il grido del destino “La Vecchia Guardia è in rotta!”…..i pianti e le grida….le trombe ed i tamburi….le esplosioni ed il crepitio dei mille roghi….e rivedeva il buio della giornata che finiva…il buio sul campo….l’odore della polvere da sparo…le colonne di fumo che s’alzavano nei cieli…e rivedeva se stesso..fuggire ed ancora fuggire…con il sangue che colava da una gamba e con il sudore che scorreva sul viso allora giovane…nel caos del disastro….e pianse il vecchio reduce…pianse come quel giorno di tanti anni prima…mentre in cima alla collina rimembrava guardando il campo di Waterloo….e pianse perché lui c’era il 18 Giugno 1815…e pianse perché lui era vivo e ricordava….e pianse perché tanti amici dal campo di Waterloo non eran più venuti via….e pianse pensando ai granatieri della guardia morti per coprire la loro ritirata….e pianse mentre il sole tramontava ancora una volta….come quella volta…di tanto tempo prima….mercoledì 18 giugno 2008
La collina del Leone….è il 18 Giugno….
Piano piano con il passo d’un uomo vissuto e la schiena un poco reclinata…una mano sul bastone e l’altra sul corrimano della scalinata….un passo alla volta sotto il peso dell’età….un gradino alla volta con al petto appuntate sulla logora giacca di fustagno la Legione d’Onore e la Sant’Elena…alzando lo sguardo verso la cima della collina…fino ad arrivare…proprio lì sotto al grande leone…ed ecco di fronte al volto segnato dagli anni trascortsi…sotto quei bianchi e candidi capelli si facevano umidi gli occhi presto piangenti….il suo sguardo poteva cogliere i campi…le fattorie….tutto di fronte a lui…tutto ai suoi piedi….la strada per Chalreroi…e sulla destra un po’ coperta dalle piante…Hogoumont…e chiuse gli occhi lucidi…rivedeva il campo pieno di soldati morenti, riudiva i nitriti dei cavalli feriti e le ultime salve di moschetto sulla sera….il grido del destino “La Vecchia Guardia è in rotta!”…..i pianti e le grida….le trombe ed i tamburi….le esplosioni ed il crepitio dei mille roghi….e rivedeva il buio della giornata che finiva…il buio sul campo….l’odore della polvere da sparo…le colonne di fumo che s’alzavano nei cieli…e rivedeva se stesso..fuggire ed ancora fuggire…con il sangue che colava da una gamba e con il sudore che scorreva sul viso allora giovane…nel caos del disastro….e pianse il vecchio reduce…pianse come quel giorno di tanti anni prima…mentre in cima alla collina rimembrava guardando il campo di Waterloo….e pianse perché lui c’era il 18 Giugno 1815…e pianse perché lui era vivo e ricordava….e pianse perché tanti amici dal campo di Waterloo non eran più venuti via….e pianse pensando ai granatieri della guardia morti per coprire la loro ritirata….e pianse mentre il sole tramontava ancora una volta….come quella volta…di tanto tempo prima….
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1 commento:
Quanto c'è del tuo cuore in queste parole Alessandro...
Questa data, con i tanti eventi di essa e di altre che non vengono mai ricordati, saranno nelle menti e nei cuori di chi legge qui..Grazie a te...
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