domenica 15 giugno 2008

14 Giugno...208 anni fa...Marengo!



La battaglia di Marengo ebbe luogo il 14 giugno 1800, alle porte della città di Alessandria e vide fronteggiarsi l'armata d'Italia, comandata da Napoleone Bonaparte e le truppe austriache comandate dal generale Melas. Si concluse con la vittoria di Napoleone, nonostante un primo esito a favore degli austriaci.
Dopo il ritorno di Napoleone dall'Egitto e la presa del potere con il colpo di stato del 18 brumaio, l'armata di riserva dell'esercito francese forte di circa 30.000 uomini, valicò nel maggio il passo del Gran San Bernardo ed entrò in Italia. Napoleone puntò su Milano, allo scopo di tagliare la via della ritirata al generale Melas, impegnato ad assediare Genova, in mano ai francesi del generale Masséna.
Un primo scontro ebbe luogo a Montebello, e fu vinto dai francesi, che costrinsero gli austriaci ad asserragliarsi in Alessandria.
All'alba del 14 giugno le truppe austriache uscirono dalla città di Alessandria ed attraversata la testa di ponte sulla Bormida attaccarono le truppe francesi attestate al di là del fiume. Si trattava però solo di una piccola parte dell'esercito repubblicano in quanto, quella stessa mattina, Napoleone aveva ordinato ad una parte delle forze in campo di dirigersi a nord ed a sud, temendo un tentativo austriaco di aggiramento. I primi veri scontri cominciarono soltanto a metà mattinata, quando gli uomini di O'Reilly si scontrarono con i francesi del generale Victor sul fossato del Fontanone, sostenuti sul fianco sinistro dai 600 cavalieri del generale Kellermann.

La battaglia si fece presto confusa, ma gli sforzi di O'Reilly, coadiuvato da Kaim e Haddik, non ottenevano il risultato sperato anche per via del terreno paludoso. Napoleone da Torre Garofoli considerava la battaglia un diversivo nemico ed in soccorso di Victor giunse solo il generale Jean Lannes che, di propria iniziativa, mosse le truppe del generale Watrin e la cavalleria di Champeaux.

Nel frattempo i generali Ott e Elsnitz, superata la testa di ponte, puntarono ad aggirare il fianco nord di Lannes dirigendosi verso Castelceriolo. Resosi conto di aver di fronte l'intero esercito austriaco, Napoleone richiamò le truppe più distanti ma il messaggio raggiunse soltanto la divisione di fanteria del generale Boudet in quanto le altre forze si trovavano a ore di distanza dal luogo degli scontri.
Attraverso una serie di attacchi successivi gli austriaci cominciarono ad avanzare costringendo i francesi a ritirarsi verso San Giuliano. Per proteggere la ritirata si dovette fare ricorso alla stessa Guardia Consolare, che nello sforzo di copertura subì ingenti perdite.
Grazie al suo intervento il generale Victor riuscì a ripiegare verso Castelceriolo intorno alle 15.
Ormai sembrava che per i francesi tutto fosse perduto e lo stesso Melas, ormai convinto di aver vinto, inviò a Vienna un dispaccio con la notizia della vittoria.
Nel frattempo Desaix, che ricevette in ritardo la richiesta di intervento da parte di Napoleone (la leggenda dice che si mosse indirizzandosi nella direzione in cui sentiva i colpi di cannone), riuscì ad intervenire sorprendendo le truppe austriache.
Il ritorno di Desaix coincise con un rinnovato vigore dei francesi che investirono con l'artiglieria le truppe austriache scompigliandole.
Nel giro di breve tempo, le sorti della battaglia furono completamente rovesciate, anche grazie un decisivo intervento della cavalleria di Kellerman, e quella che sembrava una vittoria già conseguita si tramutò per gli austriaci in una disastrosa rotta verso Alessandria.
Il generale Desaix, principale artefice della vittoria francese, non poté godere dei suoi meriti, in quanto perì nello scontro.
Con la battaglia di Marengo i francesi tornarono padroni di gran parte dell'Italia settentrionale, ottenendo dapprima un armistizio di sei mesi. Con la vittoria di Moreau a Hohenlinden (13 dicembre 1800, i francesi invasero Lombardia e Veneto e imposero agli austriaci l'armistizio di Treviso (15 gennaio 1801) e la pace di Lunéville (9 febbraio 1801).

Curiosità

La battaglia di Marengo viene celebrata con una moneta d'oro ed una gustosa pietanza.

Il Marengo d'oro fu coniato dai francesi nel 1801 proprio per celebrare il buon esito della battaglia; si trattava di una moneta in oro del valore nominale di 20 franchi recante l'iscrizione "l'Italie delivrée a Marengo". Il nome rimase alle monete auree da 20 franchi (o 20 lire) coniate da Francia, Belgio, Svizzera e Italia. Attualmente ha un valore di mercato che si aggira attorno ai 120 Euro ed è strettamente correlato alla fluttuazione del prezzo dell'oro. Esistono però dei Marenghi "da collezione" di valore molto più elevato, la cui rarità collezionistica supera l'intrinseco contenuto aureo.

Il pollo alla Marengo, preparato con gamberi di fiume e funghi, fu cucinato per Napoleone che era goloso del pollo; la tradizione vuole che, a corto di rifornimenti, il cuoco delle truppe francesi (un italiano) optò per questa strana combinazione. Il generale francese la trovò di suo gusto.

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