domenica 25 maggio 2008

Le abitudini alimentari dell’Empereur!



Napoleone I non era un gourmet. Pur apprezzando di più alcuni cibi rispetto ad altri (gli piacevano molto la carne di pollo, comunque cucinata, quella di montone alla griglia, le cotolette ed alcuni tipi di frutta) dava scarsa importanza all'alimentazione (era tuttavia molto esigente sulla qualità del pane). Mangiava avidamente e frettolosamente (raramente il suo pasto superava la durata di una decina di minuti, anche quando aveva a mensa ospiti illustri), quasi che ritenesse l'alimentazione un fastidio necessario, da togliersi il più presto possibile. A tavola rispettava poco l'etichetta, anche in presenza di ospiti, e passava spesso, nella frenesia di terminare, dall'uso della forchetta a quello diretto delle proprie mani. Questa fretta nell'assumere i cibi gli procurava sovente grossi problemi di digestione che sfociavano anche in forme acute di congestione, seguite da vomito, o in gastriti.

I pasti giornalieri erano due: la colazione alle 9 e 30 di mattina, ed il pranzo alle ore 18. Il rispetto degli orari dei pasti era cosa normale ma le eccezioni, dovute alla necessità di trattare problemi urgenti con i suoi ministri o generali, anche piuttosto frequenti. In questi casi i ritardi nel mettersi a tavola potevano anche raggiungere più ore: tutti, eventuali ospiti inclusi, attendevano con pazienza che Napoleone avesse concluso e si presentasse per il pranzo o la cena.

Quanto al vino, non era un intenditore e ne beveva poco e di una sola qualità: lo chambertin, che allungava quasi sempre con acqua; tuttavia le bottiglie di chambertin erano un costituente immancabile delle vettovaglie a lui destinate, le quali venivano portate al seguito anche durante le numerose campagne militari. Beveva invece volentieri il caffè: una tazza abbondante dopo il pranzo ed una la sera dopo cena. Non era raro che bevesse tè nel corso della giornata. Era anche ghiotto di orzata, uno sciroppo a base di mandorle amare. Non beveva mai liquori. Quanto al tabacco, non fumava né sigari né pipa, ma si limitava talvolta ad annusarne velocemente una presa. Detestava i farmaci che si rifiutava spesso di assumere anche in presenza di un ordine del medico personale. (Quello con il quale ebbe il miglior rapporto era il dottor Corvisart, che salutava allegramente il mattino: "Salve, vecchio mio, quanti pazienti avete già ucciso oggi?")

Nel periodo consolare amava ripetere:

« Se volete mangiar bene, pranzate con il secondo Console, se volete mangiare molto, pranzate con il terzo Console, se volete mangiare in fretta, pranzate con me. »

(Napoleone Bonaparte, 1° Console)

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