
E stava seduto, con la schiena un poco reclinata sotto il peso degli anni…una mano tenuta con il pugno chiuso sul pomello del bastone…gli occhi lucidi che riflettevano la luce del caminetto dove ballavano fiammelle ardenti….nell’altra mano stretta con la forza d’un vecchio ormai stanco…la piccola medaglia scura di Sant’Elena….quanti ricordi chiusi nella mano del vecchio reduce….c’era in tra quelle dita il gelo delle steppe russe….il sole caldo della Spagna….l’erba verde dei prati di Waterloo…il fango della strada di Charleroi….nella lacrima che rigava il volto correndo tra le rughe c’era tutta la sua giovinezza…e come spiegare lui che era tornato….come spiegare la fede che li animava seguendo quell’uomo in redingote grigia…..lui che morente lontano dalla Francia non li aveva dimenticati…come spiegare l’emozione dei canti della Guardia Imperiale….le cariche della cavalleria ad Eylau….come spiegare che tra quei capelli ormai bianchi ci sono i ricordi della sua gioventù…come…come spiegare a se stessi che si è sopravvisuti ai decenni….e adesso davantì al fuoco....raccogliere un pugno di emozioni e ricordi….messi lì…sul nastro della medaglia di Sant’Elena….
Louis Victor Baillot nacque nel 1793 e si arruolò nella grande armata di Napoleone nel 1812. Combattè a Waterloo nel 1815 e morì 83 anni dopo la battaglia nel 1898 all'età di 105 anni. Fu l'ultimo decorato della medaglia di Sant'Elena (voluta nel 1857 per onorare i 405.000 reduci delle campagne di 40 anni prina) a morire. E' il simbolo dei vecchi reduci avvolti nei ricordi e nella malinconia.


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