
Tale operazione doveva attuarsi nel 1820 in quel di New Orleans, capitale della Louisiana, ceduta dalla Francia e da Napoleone nel 1803 agli Stati Uniti.
Il fascino del grande corso ha ancora un suo peso nel 1820 e soprattutto anche per i cittadini di New Orleans: per i francesi residenti rappresenta ancora l'Imperatore e per i cittadini americani, invece, un grande benefattore.
Altro elemento significativo che da maggiore forza a tale operazione, oggetto della discussione del relatore, poggia sul fatto che gli americani erano reduci dalla guerra contro gli inglesi nel 1812 e di conseguenza, per loro, non nutrivano grandi sentimenti di stima, ed in quest'ambiente che nasce il progetto relativo alla liberazione dell'Imperatore Napoleone Bonaparte.
Andando a New Orleans, in una delle strade centrali, si può ammirare la casa di Napoleone, dove in realtà, l'Imperatore non vi andò mai ad abitare, in quanto quella abitazione che era destinata ad ospitarlo era la casa del sindaco, in quanto il primo cittadino era il coordinatore di tutta l'importante operazione.
Il progetto di liberazione prevedeva due navi veloci, come le imbarcazioni utilizzate per il trasporto della posta, che sarebbero dovute salpare dal porto di New Orleans con un equipaggio misto e composto da francesi e statunitensi, giungere a Sant'Elena, sorprendere gli inglesi, liberare Napoleone. Tutto era pronto, programmato, studiato nei minimi dettagli, ma improvvisamente giunse la notizia che Napoleone era morto, era il 5 maggio 1821.


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