
“Non avevo finita la mia opera. L'Europa sarebbe diventata di fatto un popolo solo; viaggiando ognuno si sarebbe sentito nella patria comune. Tale unione dovrà venire un giorno o l'altro per forza di eventi. Il primo impulso è stato dato, e dopo il crollo e dopo la sparizione del mio sistema io credo che non sarà più possibile altro equilibrio in Europa se non la lega dei popoli. Abbiamo bisogno di una legge europea, di una Corte di Cassazione Europea, di un sistema monetario unico, di pesi e di misure uguali, abbiamo bisogno delle stesse leggi per tutta Europa. Avrei voluto fare di tutti i popoli europei un unico popolo. L'Europa non è più una tana di talpe. Quello che vuole ottenere a forza coi suoi 800 mila uomini dovrà un giorno fondersi, spintovi dalla ragione e dalla necessità, in un patto spontaneo: un giorno da tutti quei popoli ne nascerà un popolo solo. Ecco l'unica soluzione che mi piace”.
Chi parla e chi scrive è Napoleone Bonaparte e questo suo pensiero sull’Europa è contenuto nel Memoriale di Sant’Elena del 1826.
Chi parla e chi scrive è Napoleone Bonaparte e questo suo pensiero sull’Europa è contenuto nel Memoriale di Sant’Elena del 1826.


1 commento:
E' incredibile come guardasse al futuro!
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